A Pistoia, in quanto tempo si spegne il nervo del dente
Il freddo che non si sente più è un segnale: ecco come capire se il nervo del dente sta morendo.


Supervisionato da
Dott. Lorenzo Del DottoOdontoiatra — Studio Dentistico Salus di Palandri e Spinicci
Il nervo di un dente non si spegne in un giorno preciso: nelle carie profonde ci vogliono spesso settimane o mesi, in un trauma può bastare qualche giorno. Dipende da quanto è arrivata vicino alla polpa la lesione e da come reagisce quel dente in particolare.
Come capisco che un nervo si sta spegnendo, e non solo infiammando
Il primo segnale è il dolore al freddo che dura pochi secondi e passa da solo: è ancora reversibile, la polpa reagisce ma può guarire. Quando il dolore resta a lungo dopo lo stimolo, o arriva spontaneo di notte, la situazione cambia.
In questi casi in studio guardiamo la risposta ai test termici e la storia del dolore. Un dolore che pulsa, che non si placa con un antinfiammatorio da banco e che peggiora sdraiati, indica quasi sempre un'infiammazione che non tornerà indietro.
Cosa accelera il processo e cosa no
Una carie profonda vicino alla polpa accorcia i tempi molto più di una carie superficiale lasciata ferma per anni. Un trauma, un colpo, una frattura: lì il nervo può soffrire in poche ore, anche senza carie.
Anche i ritrattamenti mancati contano. Un'otturazione che perde tenuta e lascia infiltrare batteri riapre un processo che sembrava chiuso. Quando rifare un'otturazione: i segnali da non ignorare
Il fumo, lo dico spesso guardando anche il parodonto, non accelera la morte della polpa in modo diretto ma peggiora la guarigione dei tessuti intorno. Un fattore da considerare insieme, non da isolare.
Il dente che smette di far male non è guarito
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Preferisci scrivere? Contattaci su WhatsAppQui vedo l'errore più comune: il paziente che torna sereno perché "non fa più male". In realtà, quando il dolore acuto sparisce di colpo, spesso significa che la polpa ha smesso di reagire perché è morta.
Il nervo non manda più segnali. Non perché sia guarito, ma perché non c'è più tessuto vitale che possa avvertire.
Questo silenzio è ingannevole. L'infezione può continuare a lavorare in modo silenzioso, arrivando fino all'osso intorno alla radice, e farsi sentire solo più avanti con un gonfiore o un ascesso.
Quando parte l'orologio della polpa
Non esiste un giorno esatto in cui "scatta" la fine della vitalità: ogni dente ha la sua storia, la sua profondità di carie, la sua vascolarizzazione. Io parto sempre guardando prima il parodonto, perché un dente si tiene solo se ciò che lo sostiene è sano.
Poi valuto il dente in sé: se la lesione è vicina alla polpa ma il dente risponde ancora ai test, si può tentare una terapia conservativa. Se la vitalità è persa, la strada è l'endodonzia, per salvare il dente evitando l'estrazione.
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