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Diagnostica 6 min2026-08-21

TAC cone beam a Castelfranco: quando serve davvero

La cone beam si chiede quando una radiografia piatta non basta a decidere: ecco i casi in cui cambia il piano di cura.

TAC cone beam a Castelfranco: quando serve davvero — Studi Dentistici Adamanti Castelfranco di Sotto
Dott.ssa Valentina Sibillote

Supervisionato da

Dott.ssa Valentina Sibillote

Odontoiatra — Studi Dentistici Dott. Edoardo Palla

Una radiografia normale schiaccia in una sola immagine strutture che nella bocca stanno una dietro l'altra. Finché serve vedere se c'è una carie o com'è messa una radice, basta. Quando invece la decisione dipende da quanto osso c'è davvero in un punto preciso, quell'immagine piatta non risponde: è lì che chiedo una cone beam.

Cosa vede la cone beam che una panoramica non vede

La differenza non è la qualità dell'immagine, è la dimensione. Una panoramica mi dà una fotografia distesa di tutte e due le arcate: utile per uno sguardo d'insieme, per contare i denti inclusi, per vedere una lesione grande. Ma sovrappone il vestibolare al palatale, e le distanze che ci leggo sopra sono approssimative.

La cone beam ricostruisce un volume. Posso tagliarlo dove voglio e misurare lo spessore di una cresta ossea in millimetri, guardando esattamente il punto dove andrà l'impianto. Su una panoramica quel dato non c'è: posso solo stimarlo.

In quali casi la chiedo, e in quali no

La chiedo prima di un impianto, quando devo sapere quanto osso ho in altezza e in larghezza e dove passa il canale mandibolare. La chiedo per un dente del giudizio incluso che sta vicino a quel canale, perché il rapporto fra le due strutture cambia il modo in cui si estrae. La chiedo quando una lesione intorno a una radice non si spiega con quello che vedo in due dimensioni, o quando un canale che ho già trattato continua a dare sintomi.

Non la chiedo per controllare una carie, per una prima visita di routine, per un preventivo. In quei casi non aggiunge niente a quello che già so, e resta un esame che espone il paziente a una dose di radiazioni superiore a quella di una radiografia normale. Se un esame non cambia quello che farò, non lo prescrivo.

Come si svolge l'esame, in pratica

Si sta seduti o in piedi, con il mento appoggiato a un supporto e la fronte ferma contro una fascia. L'apparecchio ruota intorno alla testa per una decina di secondi e basta: non entra niente in bocca, non c'è il lettino, non c'è il tunnel della TAC dell'ospedale.

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Prima si tolgono orecchini, piercing e apparecchi mobili, perché il metallo crea artefatti che sporcano l'immagine. L'unica cosa che serve davvero è stare fermi per quei secondi: un movimento della testa sfoca la ricostruzione e l'esame va rifatto.

La dose, detta com'è

Una cone beam espone a più radiazioni di una radiografia endorale e di una panoramica, e a molte meno di una TAC medica del massiccio facciale. La dose varia parecchio a seconda di quanto è grande il campo che si acquisisce: per questo il campo si imposta sulla zona che interessa e non sull'intera bocca, quando la domanda clinica riguarda un settore solo.

È il motivo per cui non è un esame da fare per scrupolo. La regola che seguo è quella della giustificazione: si fa se la risposta che dà cambia la cura, e si acquisisce solo la porzione che serve a darla.

Cosa succede dopo, in studio

Le immagini le guardo insieme al paziente sullo schermo. Su un volume tridimensionale si capisce a occhio quello che a parole resta astratto: dove manca osso, quanto è vicina una radice al seno mascellare, perché un'estrazione che sembrava semplice richiede qualche cautela in più.

Da lì esce il piano, con le alternative. Se il volume mostra che l'osso non basta, se ne parla in quel momento, prima di aver programmato qualcosa che poi non si può fare.

Nel nostro studio di Castelfranco di Sotto l'esame si esegue dopo una visita, mai come primo passo: serve una domanda clinica precisa, altrimenti si guarda un volume senza sapere cosa cercarci. Per capire come si arriva a un piano implantare si può leggere la valutazione prima di un impianto.

Prenota una visita se ti è stata proposta una cone beam e vuoi capire perché serve nel tuo caso: si decide insieme, guardando la tua situazione. Puoi farlo tramite la pagina della diagnostica a Castelfranco.

Parliamone in studio prima di prenotare l'esame. Si prenota online su prenota.adamanti.it.

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